Mercoledì, 3 Dicembre, 2025
Agci Umbria al CNEL per il convegno "Il lavoro che ricostruisce vite"

La cooperazione come motore di reinserimento e sicurezza sociale
AGCI Umbria ha partecipato ieri al convegno nazionale “Il lavoro che ricostruisce vite”, organizzato da AGCI e ospitato al CNEL, dove istituzioni e mondo cooperativo si sono confrontati sulle politiche di inclusione rivolte alle persone detenute.
A rappresentare AGCI Umbria erano presenti il presidente Gabriele Nardini e Alessandra Senzacqua, presidente della Cooperativa Sociale Gea.
L’incontro ha offerto uno sguardo concreto sulle sfide del sistema penitenziario e sulle opportunità che la cooperazione può generare per ridurre la recidiva e favorire un rientro positivo nella società.
Brunetta: “Sfruttare davvero gli strumenti già esistenti”
Aprendo i lavori, il presidente del CNEL Renato Brunetta ha richiamato la necessità di utilizzare pienamente gli strumenti normativi oggi a disposizione, a partire dalla Legge Smuraglia, che sostiene le imprese, cooperative comprese, che assumono detenuti ed ex detenuti.
Brunetta ha inoltre segnalato come, nella bozza del decreto sicurezza (art. 37), la dimensione lavorativa stia assumendo un ruolo crescente. Per il presidente del CNEL, solo una collaborazione stabile con il sistema cooperativo può trasformare queste misure in risultati tangibili.
Ostellari: “Il carcere torni ad offrire possibilità reali”
Il Sottosegretario alla Giustizia Andrea Ostellari ha ricordato che oggi, a fronte di oltre 63.000 persone detenute, sono ancora poche quelle coinvolte in attività lavorative strutturate.
I segnali positivi non mancano, in due anni l’occupazione nel privato è aumentata di oltre il 30%, ma servirà un impegno più ampio da parte di istituzioni, Terzo Settore e imprese per trasformare il lavoro in una componente essenziale del percorso trattamentale.
Napolillo: “Il lavoro non cancella il passato, ma cambia il presente”
Per Ernesto Napolillo, della Direzione Generale dei Detenuti e del Trattamento, il carcere rischia troppo spesso di diventare un “non-luogo”, privo di prospettive.
Il lavoro, ha spiegato, rappresenta invece l’asse attorno al quale può ricostruirsi una quotidianità diversa, capace di ridurre marginalità e rischio di recidiva.
Avvantaggiato: “Il carcere non può essere ai margini della società”
La dirigente penitenziaria Lucia Avvantaggiato ha posto l’accento sul valore sociale della pena: il carcere dovrebbe essere uno spazio per recuperare dignità e responsabilità, non un luogo isolato.
Chi entra in carcere, ha osservato, porta spesso con sé fragilità che riguardano l’intera comunità. Per questo il reinserimento non può essere un compito esclusivo dell’Amministrazione Penitenziaria, ma deve coinvolgere la società nel suo complesso.
Mota (AGCI): “Oggi il vero ostacolo è il pregiudizio”
Nel suo intervento, il presidente nazionale Massimo Mota ha riportato l’attenzione sulla missione originaria della cooperazione: rispondere a bisogni reali.
Oggi, ha affermato, uno dei bisogni più urgenti è abbattere il pregiudizio nei confronti delle persone che provengono dalla detenzione.
Secondo Mota, la cooperazione può offrire non soltanto un lavoro, ma un percorso che restituisce identità, dignità e relazioni sociali.
Recidiva Zero: un modello da consolidare
Nel corso del convegno è stato ripercorso anche il lavoro del protocollo Recidiva Zero, siglato da CNEL e AGCI, che punta a creare percorsi di formazione e inclusione attraverso modelli cooperativi.
Dai diversi interventi è emersa l’esigenza di consolidare questa collaborazione, rendendola più stabile e più capillare nei territori.
Il contributo delle cooperative umbre
Le cooperative associate ad AGCI Umbria operano da anni nei settori educativo, socio-assistenziale, formativo e socio-lavorativo, e rappresentano un punto di riferimento per la costruzione di percorsi personalizzati di accompagnamento e inserimento lavorativo.
AGCI Umbria conferma il proprio impegno nel sostenere progettualità che mettano al centro le persone, la comunità e il valore sociale del lavoro.


